La denuncia del Sappe: a Marassi il primo detenuto suicida
Triste primato per il carcere genovese: come nel 2016, è nel penitenziario della Valbisagno che si registra il primo suicidio di un detenuto
<Un detenuto nordafricano si è tolto la vita impiccandosi nella sua cella notte nella notte a cavallo tra il 1º ed il 2 gennaio>, commenta amareggiato Michele Lorenzo, segretario per la Liguria del Sappe. <L’ennesimo suicidio di una persona detenuta in carcere dimostra come i problemi sociali e umani permangono, eccome, nei penitenziari – prosegue il segretario del sindacato col maggior numero di iscritti nella categoria – . Negli ultimi 20 anni le donne e gli uomini della Polizia penitenziaria hanno sventato, nelle carceri del Paese, più di 21mila tentati suicidi ed impedito che quasi 170mila atti di autolesionismo potessero avere nefaste conseguenze. Purtroppo, a Marassi, il pur tempestivo intervento degli agenti di servizio non ha potuto impedire il decesso dell’uomo>.
Donato Capece, segretario generale del sindacato autonomo polizia penitenziaria Sappe, richiama un pronunciamento del Comitato nazionale per la Bioetica che sui suicidi in carcere aveva sottolineato come “il suicidio costituisce solo un aspetto di quella più ampia e complessa crisi di identità che il carcere determina, alterando i rapporti e le relazioni, disgregando le prospettive esistenziali, affievolendo progetti e speranze. La via più netta e radicale per eliminare tutti questi disagi sarebbe quella di un ripensamento complessivo della funzione della pena e, al suo interno, del ruolo del carcere”. <Ma – aggiunge Capece – fondamentale è eliminare l’ozio nelle celle. Altro che vigilanza dinamica. L’Amministrazione Penitenziaria, nonostante i richiami di Bruxelles, non ha affatto migliorato le condizioni di vivibilità nelle celle, perché ad esempio il numero dei detenuti che lavorano è irrisorio rispetto ai presenti, quasi tutti alle dipendenze del Dap in lavori di pulizia o comunque interni al carcere, poche ore a settimana”. Da qui il rinnovo dell’invito al Guardasigilli Bonafede di trovare una soluzione urgente ai problemi penitenziari liguri e dell’intero Paese>.


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